Oratorio di San Giuseppe

L'oratorio

L'oratorio di san Giuseppe presso la cascina Fraccina è una costruzione edificata nel 1705. Sostituisce due precedenti edifici aventi la stessa funzione,  uno risalente all'anno 1000, l'altro datato attorno all'anno 1500.

L'attuale costruzione di chiaro stile settecentesco ha una facciata con semplici decorazioni, un tempo dotata dallo stemma della famiglia Bertoglio unitamente alla figura di sant'Ambrogio a malapena visibile. L'interno presenta il consunto pavimento di cotto originale ed è ricco di affreschi dedicati all'infanzia di Gesù, alla Madonna e a San Giuseppe.

I sei affreschi della navata rappresentano i nove misteri gaudiosi, mentre il primo a destra entrando raffigura la nascita della Vergine. Fanno corona all'altare sei affreschi che rappresentano momenti della vita della Sacra Famiglia, con una particolare attenzione alla figura di san Giuseppe, sempre presente. I soggetti sono: la fuga in Egitto, la circoncisione, il sogno di san Giuseppe, il riposo della Sacra Famiglia, l'adorazione dei pastori.

Sopra l'affresco principale dell'altare è posto poi un piccolo affresco rappresentante la Buona Morte, dove Giuseppe, con la presenza di Gesù adulto, sereramente spira nel suo letto. Sopra questo affresco ve n'è un altro che rappresenta il Golgota e la Crocifissione. L'autore del ciclo di affreschi è ignoto ma una doppia C sul primo affresco potrebbe indicare il pittore Carlo Innocenzo Carloni (1687-1775).

Ai lati dell'affresco centrale dell'altare vi sono rappresentati due santi: sant'Ambrogio e san Carlo. L'affresco centrale, protetto da una lastra di vetro e posto sopra l'altare, rappresenta Maria e Gesù bambino circondati da angeli. La mano che lo ha dipinto appare nettamente differente da quella che ha decorato gli affreschi: sembrerebbe un frammento di muratura proveniente un'altra chiesa qui trasferito e collegato al resto della decorazione da un festone di angeli e raggi. La Madonna ha un viso estremamente dolce e giovanile e segue con gli occhi per un voluto effetto ottico chiunque la guardia da qualsiasi angolo della chiesa. Maria e Gesù sono incoronati con una corona d'argento sbalzato e Maria ha un piccolo gioiello di filigrana al collo. La Madonna ha le caratteristiche stelle che rappresentano la verginità prima, durante e dopo il parto. Gesù copre con la sua figura la stella della spalla sinistra, mentre con la mano indica quella della spalla destra, quasi a sottolinearne l'importanza. Gesù è rappresentato da un bambino di qualche anno con in mano un libro, indice di sapienza, ma la sua posizione marginale nell'affresco sottolinea l'intenzione dell'artista di dedicare l'opera a Maria vergine.

Gesso e legno dipinto formano la parte alta dell'altare e teste d'angelo sono applicate intorno a questa cornice. Una balaustra di marmo rosso chiuso da un cancelletto di ferro battuto separa il presbiterio del resto la Chiesa. I gradini della balaustra sono in marmo rosso.

L'oratorio è dotato di campanile con due campane che servivano oltre alle funzioni sacre anche per scandire gli orari di lavoro di uscite rientro dei campi

Bibliografia

  • Graziella Veneroni, Era una città... ora è Spino d'Adda, Grafica GM, 1997
 Ultimo aggiornamento: 15/05/2019
La facciata
La facciata.
L'interno
L'interno, dal libro «Era una città... ora è Spino d'Adda» di Graziella Veneroni, Grafica GM, 1997.

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